Mancano sedici mesi al 30 settembre 2027. Se gestisci uno stabilimento balneare in Italia, è la data che tutti rimandano e nessuno affronta davvero. Il quadro normativo è già definito: il Decreto-Legge 11 marzo 2026 n. 32 è in Gazzetta Ufficiale dall’11 marzo, e la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha chiuso le proroghe automatiche tre giorni fa, il 19 maggio 2026.
Qui c’è quello che serve sapere per arrivarci preparati. Cosa dice la norma, quali criteri pesano sul punteggio, cosa cambia per chi una concessione già ce l’ha, dove si è mossa l’amministrazione regione per regione, e quali numeri vanno strutturati nei prossimi mesi. Ogni dato citato ha la fonte linkata. Nessuna stima, nessuna voce di corridoio.
1. Il quadro normativo al 22 maggio 2026: cosa è certo, cosa è in arrivo
Vale la pena partire da cosa è scritto e cosa no. Al 22 maggio 2026 ci sono un decreto-legge che fissa la scadenza, una legge del 2022 che indica i criteri di valutazione, e una serie di pronunce della magistratura che hanno chiuso definitivamente le proroghe automatiche.
Il DL 11 marzo 2026 n. 32 e la scadenza del 30 settembre 2027
Il Decreto-Legge 11 marzo 2026 n. 32, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 58 ed entrato in vigore il 12 marzo, contiene gli articoli decisivi.
L’art. 8 impone al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di sottoporre alla Conferenza unificata uno schema di bando tipo nazionale entro 30 giorni dall’entrata in vigore. L’obiettivo dichiarato è avere condizioni omogenee di affidamento su tutto il territorio.
Il termine ultimo per la conclusione delle gare è fissato al 30 settembre 2027. Le procedure devono essere avviate entro giugno 2027. Dopo quella data le concessioni non rinnovate sono soggette a revoca.
La durata delle nuove concessioni va da 5 a 20 anni, in funzione degli investimenti proposti e della qualità del servizio. L’analisi puntuale del decreto è disponibile sullo Studio Legale Di Giacinto, che dedica un approfondimento integrale al testo.
A confermare l’avvio del processo, il 6 febbraio 2026 SIB-FIPE Confcommercio e FIBA Confesercenti hanno espresso giudizio positivo sull’adozione del bando tipo da parte del Consiglio dei Ministri, chiedendo contestualmente l’aggiornamento del Codice della Navigazione per allinearlo alla L. 118/2022.
I criteri della L. 118/2022 art. 4: cosa il bando valuta davvero
I criteri sostanziali su cui ogni bando di evidenza pubblica valuta le offerte sono fissati dall’art. 4 comma 6 della Legge 5 agosto 2022 n. 118, nel testo sostituito dal DL 16 settembre 2024 n. 131 convertito nella Legge 14 novembre 2024 n. 166 (Gazzetta Ufficiale n. 267 del 14/11/2024). Sono undici voci, identificate dalle lettere a-m del comma 6:
| Lettera | Criterio |
|---|---|
| a | Importo offerto |
| b | Qualità del servizio (con accessibilità disabili e offerta fuori stagione) |
| c | Qualità impianti e pregio architettonico |
| d | Servizi integrati culturali e folkloristici |
| e | Diversificazione offerta (con famiglie, animali, disabili) |
| f | Politica sociale, ambiente, sicurezza lavoratori |
| g | Personale under 36 |
| h | Esperienza tecnica e professionale |
| i | Concessione come prevalente fonte di reddito |
| l | Numero concessioni già detenute |
| m | Assunzione lavoratori del concessionario uscente |
Vale la pena leggere il testo per esteso. La lettera a) fissa la componente economica del bando: l’importo offerto rispetto all’importo minimo di base. La lettera b) accorpa tre voci che spesso vengono presentate come autonome, ossia qualità e condizioni del servizio offerto agli utenti, accessibilità e fruibilità dell’area per le persone con disabilità, offerta di servizi turistici nei periodi non di alta stagione. La lettera c) parla di qualità degli impianti, dei manufatti e dei beni asserviti alla concessione, anche per pregio architettonico e corrispondenza con le tradizioni locali. La lettera d) di servizi integrati che valorizzino specificità culturali, folkloristiche ed enogastronomiche del territorio. La lettera e) di incremento e diversificazione dell’offerta turistico-ricreativa, comprendendo servizi per animali da affezione, servizi specifici per le famiglie e servizi che valorizzino l’esperienza delle persone con disabilità. La lettera f) di obiettivi di politica sociale, salute e sicurezza dei lavoratori, protezione dell’ambiente e salvaguardia del patrimonio culturale. La lettera g) dell’impegno ad assumere, preferibilmente in misura prevalente o totalitaria, personale di età inferiore a 36 anni. La lettera h) dell’esperienza tecnica e professionale dell’offerente in attività turistico-ricreative comparabili. Le ultime tre, i), l), m), regolano l’uso pregresso della concessione come fonte prevalente di reddito, il numero di concessioni già detenute nell’ambito territoriale di riferimento, e l’impegno ad assorbire i lavoratori del concessionario uscente.
Da notare
Vale la pena fermarsi su cosa l’elenco contiene e cosa non contiene. Nessuna delle undici lettere parla di “digitalizzazione gestionale”, “software di prenotazione”, “fatturazione automatica” o “interoperabilità con le piattaforme pubbliche”: sono espressioni che ricorrono in articoli divulgativi e in alcuni riassunti generati automaticamente, ma non compaiono nel testo della legge. Tutte le voci si dimostrano con dati storici verificabili: per fare punteggio servono numeri prodotti negli anni, non dichiarazioni d’intenti. Il legislatore le ha lasciate come riferimento, e i punteggi specifici vengono fissati dal singolo bando comunale o dal bando tipo MIT in elaborazione.
Cassazione 14568/2026: la fine delle proroghe automatiche
Il 19 maggio 2026 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno dichiarato inammissibili i ricorsi di 22 stabilimenti riminesi contro la sentenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 17/2021. Tradotto: l’attesa che “la politica risolva” non ha più appigli giuridici.
Tre settimane prima, il TAR Abruzzo Pescara con la sentenza n. 217 del 27 aprile 2026 aveva accolto il ricorso AGCM contro il Comune di Vasto, annullando due delibere giuntali che prorogavano automaticamente le concessioni. È la prima sentenza italiana 2026 in cui l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato vince contro un Comune temporeggiatore, e ha condannato Vasto a indire immediatamente le procedure di evidenza pubblica.
Il messaggio operativo è chiaro: i bandi si faranno entro il termine.
2. Cosa cambia operativamente per il gestore
La norma dice cosa succede. Sul piano operativo i casi tipici sono tre.
Lo scenario per chi è già concessionario
Se hai una concessione in essere, devi partecipare alla gara per la tua stessa concessione, in regime di confronto comparativo con eventuali altri concorrenti. La regola è chiara: senza partecipazione la concessione è persa al 30 settembre 2027.
Se partecipi e vinci, prosegui per i 5-20 anni della nuova assegnazione. Se partecipi e non vinci, hai diritto all’indennizzo previsto dal bando, calcolato sulla documentazione storica della tua attività. Il punto delicato è proprio questo: il valore dell’indennizzo non è automatico, dipende da cosa riesci a dimostrare in termini di fatturato, presenze, investimenti. Chi è abituato a chiudere la giornata con il quaderno e a fare riepiloghi a mente, in questa fase, parte da molto indietro.
Lo scenario per chi vuole entrare nel mercato
Il nuovo entrante deve presentare offerta in fase di gara con un Piano Economico-Finanziario credibile, una proposta progettuale completa e un rialzo sull’indennizzo dovuto al concessionario uscente più un rialzo sul canone demaniale.
Deve documentare di poter gestire l’attività, non solo di volerla acquisire. Per la categoria abituata a entrare per via familiare o per cessione bonaria, l’approccio cambia: si va davanti a una commissione comunale con un dossier tecnico.
L’indennizzo del concessionario uscente: cosa è previsto
Sull’indennizzo c’è confusione, quindi vediamo i fatti. Il Consiglio di Stato con la sentenza n. 8024/2025, confermata dall’ordinanza 3862/2025 e dalla sentenza 1324/2026, ha stabilito che la mancanza di previsione di indennizzo nei bandi non rende illegittima la procedura. L’indennizzo è previsto ma non garantito d’ufficio.
La bozza di bando tipo del MIT, diffusa alla stampa specializzata, prevede che il rialzo sull’indennizzo concessionario uscente valga il 30% del 10% economico della gara. È una quota piccola in percentuale, ma è la cifra che monetizza decenni di attività. Si calcola sui numeri documentati negli anni, quindi dipende da cosa è stato tenuto traccia e cosa no.
3. La verità sui “punti”: cosa il bando valuta davvero (e cosa no)
Qui si gioca la parte più delicata della preparazione, perché in molti articoli di settore circolano semplificazioni che, lette con la legge alla mano, non reggono.
90% tecnico, 10% economico: la ripartizione del bando tipo
Secondo la bozza del bando tipo MIT pubblicata da Il Resto del Carlino di Cesena il 21 aprile 2026, il punteggio totale si divide in due voci:
- 90% tecnico: qualità del progetto, sostenibilità, esperienza pregressa, occupazione, qualità delle strutture e degli impianti, rispetto dell’ambiente.
- 10% economico: di cui 30% rialzo sull’indennizzo concessionario uscente e 70% rialzo sul canone demaniale.
Si vince con il progetto e con i numeri che lo sostengono. Il rialzo economico può solo correggere all’ultimo una valutazione che resta tecnica, e che il prezzo da solo non può ribaltare.
Cosa pesa nel 90% tecnico: i criteri reali
I bandi comunali già pubblicati traducono i criteri della L. 118/2022 in punteggi tecnici concreti. Esempio: il bando di Taggia del 17 marzo 2026 assegna massimo 20 punti per la riduzione di superficie occupata, massimo 7 punti per le dotazioni nuove (materiali ecocompatibili, accessibilità disabili), massimo 2 punti per l’esperienza gestionale.
Quel “massimo 2 punti per l’esperienza” merita attenzione. La commissione non premia il fatto di essere lì da trent’anni: premia il fatto di poter dimostrare cosa hai gestito in quei trent’anni. Per la maggior parte degli stabilimenti italiani questa è la voce più sottovalutata in fase di preparazione.
Il mito della “digitalizzazione = punti”: fact-check
Sui dieci atti comunali verificati al 23 maggio 2026 (Pietra Ligure, Sabaudia, Rimini, Montesilvano, Taggia, Roma Capitale Ostia, Reggio Calabria con bandi pubblicati; Albenga, Cervia, Riccione con atti di indirizzo e linee guida e bando atteso entro l’estate) nessuno assegna un punteggio esplicito a “software gestionale”, “prenotazione online” o “fatturazione automatica”. Solo Albenga cita “innovazione tecnologica” in modo generico, senza specificare come si misura. A Cesenatico il Comando Carabinieri Biodiversità ha pubblicato un bando per lo stabilimento Sand Gate con criteri di riqualificazione ambientale (rimboschimento autoctono, schermatura visiva, consolidamento dune): anche qui, nessun riferimento alla digitalizzazione gestionale.
Va segnalata una sola eccezione di trasparenza, e riguarda Rimini: il bando per le 27 concessioni “zone d’ombra” del litorale nord (pubblicato sul Bollettino Ufficiale Regione Emilia-Romagna il 10 giugno 2025) cita la “copertura wi-fi” come sub-elemento di “qualità del servizio”. È l’unico riferimento a un servizio digitale trovato in tutta la verifica. Resta tuttavia un servizio digitale al cliente (la connessione Internet sotto l’ombrellone), non una digitalizzazione gestionale, non un criterio autonomo, non un punteggio precostituito.
La narrazione “fare punti col gestionale” nasce dagli articoli editoriali di chi i gestionali li vende. È marketing di settore. Conviene saperlo prima di costruirci sopra una strategia di partecipazione.
Quello che la digitalizzazione fa davvero è permettere di documentare i criteri che la legge richiede. Senza dati storici verificabili, qualità del servizio e accessibilità restano dichiarazioni; con i dati, diventano punteggio. È il ruolo abilitante che vale la pena affrontare con metodo.
4. Cosa preparare oggi: i numeri che dovrai dimostrare
La gara si vince con il progetto, il progetto si fonda sul Piano Economico-Finanziario, e il PEF tiene solo se poggia su dati storici verificabili. Vediamo quali sono i dati che servono davvero.
Storico fatturato e incassi pluriennale
Il PEF di partecipazione e l’eventuale rialzo sull’indennizzo dipendono dalla cronologia del fatturato. La commissione vuole vedere: anno per anno, suddivisione per linee di ricavo (cabine, ombrelloni, bar e ristorazione, eventi, abbonamenti, vendita servizi), andamento incassi giornalieri, scostamenti stagione su stagione.
Sembra ovvio dirlo, ma ricostruire cinque anni di dati a partire da quaderni di cassa, fatture cartacee e qualche file Excel sparso è un lavoro estivo full-time. Lo sa chi nel 2023 ha provato a chiedere un finanziamento e si è ritrovato a setacciare archivi per due settimane. Un gestionale come Lidomatic produce questi dati come effetto collaterale dell’operatività normale: cabine, prenotazioni, scontrini, fatturazione del lunedì sera passano tutti per un’unica fonte, e quando arriva la richiesta lo storico è già lì.
Presenze e dati di utilizzo
La lettera b) dell’art. 4 c. 6 della L. 118/2022 (testo riscritto dalla L. 166/2024) parla di “qualità e condizioni del servizio offerto agli utenti”. Si dimostra con i numeri delle presenze: per giornata, per cabina, per ombrellone, per stagione. Picchi del Ferragosto, andamento di luglio, settimana centrale di agosto, fine settimana di settembre.
Chi può presentare in commissione “la prima domenica di agosto 2025 abbiamo gestito 812 presenze, di cui 47 con pre-pagamento online, con 18 lettini accessibili prenotati e sei ombrelloni in prima fila riservati a famiglie con bambini sotto i sei anni” sta documentando qualità del servizio. Chi può solo dire “diciamo che agosto è andato bene” sta sperando in una commissione clemente.
Per restare nello stesso esempio: quando alla stessa giornata il telefono squilla alle 8:30 perché i clienti della cabina 47 non si presentano (no-show del weekend) e quel posto va riassegnato in venti minuti, l’evidenza vale doppio. Documenta gestione operativa, capacità di riassegnazione, fidelizzazione delle famiglie ricorrenti. Tutte cose che entrano nelle lettere b) ed e) dell’art. 4 c. 6, dove la qualità del servizio incontra la diversificazione dell’offerta turistico-ricreativa e i servizi alle famiglie.
Gestione personale e ore lavorate
Le lettere f) (politica sociale, salute e sicurezza dei lavoratori, protezione dell’ambiente) e g) (impegno ad assumere personale under 36, preferibilmente in misura prevalente o totalitaria) dell’art. 4 c. 6 della L. 118/2022, più il loro corrispondente nella bozza MIT, richiedono di documentare la gestione del personale stagionale. Contratti, ore lavorate, mansioni, rotazioni, evidenza delle assunzioni under 36, tracciamento delle presenze del personale stesso.
Il classico stabilimento con tre ragazzi dello staff a maggio, sei a luglio, otto in agosto e tre di nuovo a settembre ha una storia di gestione del lavoro che vale punti, purché qualcuno l’abbia annotata bene. Le buste paga coprono il minimo legale, ma per il bando serve evidenza più ordinata: chi è stato sotto i 36 anni, quante ore ha lavorato, quali turni ha coperto, quali corsi di sicurezza ha completato.
Criteri della L. 118/2022 art. 4: come si documentano nella pratica
Per ogni criterio della legge serve un dato che lo sostenga. La tabella sotto, per ogni voce di valutazione, indica cosa serve dimostrare e dove sta la fonte normativa.
| Dato da produrre | Criterio supportato | Fonte normativa |
|---|---|---|
| Storico fatturato 5 anni e investimenti pluriennali | PEF + rialzo sull’indennizzo concessionario uscente | DL 32/2026 art. 8 + bozza MIT |
| Presenze giornaliere per cabina e ombrellone | Qualità e condizioni del servizio offerto agli utenti | L. 118/2022 art. 4 c. 6 lett. b) (testo L. 166/2024) |
| Prenotazioni lettini accessibili con visibilità nel booking | Accessibilità e fruibilità per persone con disabilità | L. 118/2022 art. 4 c. 6 lett. b) (testo L. 166/2024) |
| Iniziative e incassi fuori stagione (eventi, abbonamenti annuali) | Servizi turistici in periodi non di alta stagione | L. 118/2022 art. 4 c. 6 lett. b) (testo L. 166/2024) |
| Anagrafica famiglie ricorrenti e abbonamenti familiari | Servizi alle famiglie | L. 118/2022 art. 4 c. 6 lett. e) (testo L. 166/2024) |
| Contratti, ore, mansioni del personale stagionale | Politica sociale, sicurezza lavoratori + occupazione under 36 | L. 118/2022 art. 4 c. 6 lett. f) e g) (testo L. 166/2024) |
| Tracciamento no-show del weekend e gestione liste d’attesa | Diversificazione dell’offerta e qualità del servizio | L. 118/2022 art. 4 c. 6 lett. b) ed e) (testo L. 166/2024) |
Una cosa che ogni gestore con qualche stagione alle spalle sa, anche se la dice raramente. La differenza tra avere questi numeri e non averli non si nota in agosto, quando la giornata corre e ci si arrangia. Si nota a febbraio 2027, quando il bando esce per davvero e bisogna compilare il dossier con dati verificabili. A quel punto, i dati ci sono o non ci sono.
5. La mappa regionale: dove sei e come ti muovi
Il bando tipo nazionale è in elaborazione, ma le regioni e i comuni si muovono già con propri tempi e proprie sensibilità. Vediamo le aree più calde al 22 maggio 2026.
Modello Abruzzo: coordinamento ANCI e sentenza TAR Pescara
L’Abruzzo è la regione più avanti in termini di coordinamento politico, anche se al 22 maggio 2026 il “Modello Abruzzo” non è stato ancora pubblicato in forma di atto vincolante. Il 9 febbraio 2026 ANCI Abruzzo ha costituito un comitato tecnico intercomunale che riunisce 19 Comuni costieri da Martinsicuro a San Salvo, con coordinamento politico di Enrico Di Giuseppantonio (sindaco di Fossacesia e delegato ANCI per il Demanio) e direzione tecnica di Massimo Luciani. L’obiettivo dichiarato è arrivare a linee guida condivise e, possibilmente, a un bando unico allineato al bando tipo MIT, come riportato anche da ChietiToday.
A confermare la traiettoria, la sentenza TAR Pescara 217/2026 ha imposto al Comune di Vasto di indire le gare di evidenza pubblica dichiarando inapplicabile la proroga del D.L. 131/2024. Nello stesso mese il Comune di Montesilvano ha avviato una procedura per una concessione tra “Le Bahamas” e “Lo Smeraldo”, con durata di 2 anni e scadenza presentazione 20 giorni dalla pubblicazione del 22 aprile 2026.
Per i gestori della costa abruzzese il bando arriva, e arriva coordinato. Quando 19 Comuni partono insieme la finestra di preparazione si stringe: conviene farsi trovare con i dati pronti.
Marche: frammentazione e protesta ITB
La situazione marchigiana è opposta. 900 stabilimenti, oltre 1.000 concessioni demaniali totali, 185 km di costa e una categoria che vive il bando come minaccia esistenziale. ITB Italia, presieduta da Giuseppe Ricci, ha definito il bando tipo “carta straccia” e ha annunciato ricorsi contro Agenzia del Demanio, Regione, Comuni e AGCM.
Confartigianato Marche e SIB Confcommercio Marche stimano il costo medio di partecipazione alla gara tra 10.000 e 20.000 euro per concessionario, una cifra che pesa soprattutto sui microoperatori. Nei principali Comuni della costa (Pesaro, Senigallia, Civitanova, San Benedetto del Tronto, Fano, Porto San Giorgio) al 22 maggio 2026 non risultano bandi comparativi 2026 in pubblicazione.
L’intervallo di tempo gioca a favore della preparazione: chi nelle Marche arriva alla gara con cinque anni di storico documentato e un PEF già rodato avrà un differenziale concorrenziale rispetto a chi si presenta improvvisato a settembre 2027.
Liguria, Emilia-Romagna, Puglia: dove si è già partiti
La Liguria è la prima Regione ad aver pubblicato un vademecum operativo in collaborazione con ANCI. I Comuni di Taggia, Pietra Ligure e Albenga hanno già pubblicato bandi o atti di indirizzo: il bando di Pietra Ligure copre 41 concessioni in procedura comparativa, come ricostruito dall’Osservatorio Costiero.
L’Emilia-Romagna ha esteso la durata delle nuove concessioni a 20 anni con annuncio del 21 aprile 2026, e i Comuni di Rimini Nord e Riccione hanno annunciato i primi bandi per l’autunno 2026 (Riccione ha fissato la pubblicazione del bando per 27 concessioni del litorale nord al 10 giugno 2026). Cervia ha approvato a fine dicembre 2025 le linee di indirizzo per le procedure comparative, con bandi attesi entro il 31 maggio 2026. A Cesenatico, il bando per lo stabilimento Sand Gate (zona Ponente, 7.915 mq, 9 anni non rinnovabili) è stato pubblicato dal Comando Carabinieri per la Tutela della Biodiversità, non dal Comune, con criteri di riqualificazione ambientale (rimboschimento autoctono, schermatura visiva, consolidamento dune).
In Puglia la procedura segue una graduatoria su finanziamenti per l’erosione costiera, con criteri comparativi predeterminati. In Sardegna la Giunta regionale, con DGR del 16 aprile 2026 su proposta dell’assessore Spanedda, ha approvato indirizzi operativi “ponte” per i Comuni privi di Piano di Utilizzo dei Litorali, con concessioni stagionali fino a tre anni in fase transitoria; in Lazio Sabaudia ha avviato un bando singolo, senza linea guida regionale dedicata 2026. Vale la pena ricordare che il Friuli-Venezia Giulia, con legge regionale 15/2023, applica una propria ripartizione 80% tecnico / 20% economico (differente dal 90/10 della bozza MIT) e che la Sicilia ha emanato il Decreto Assessoriale 34/gab del 19 febbraio 2025 con modalità di rilascio delle nuove concessioni demaniali ad uso turistico-ricreativo.
Il segnale è comune: chi pensa di poter aspettare ancora un anno per cominciare a strutturare i dati sta sbagliando i conti. Le commissioni leggono il dossier, e quello che il dossier non documenta non vale.
6. La checklist operativa: arrivare al 30 settembre 2027 con i numeri in mano
Una scaletta in tre tappe per chi preferisce muoversi con metodo, invece di arrivare a giugno 2027 a rincorrere.
0-3 mesi (oggi → fine estate 2026): avere i dati
In questa fase l’obiettivo è una sola fonte di verità per la cassa. Centralizzare incassi, prenotazioni, scontrini e fatture in un sistema unico che parli con se stesso. Iniziare a tracciare le presenze in modo strutturato: per cabina, per ombrellone, per giornata. Sistemare le anagrafiche del personale e i contratti, anche quelli stagionali brevi, perché un’evidenza solida nel 2027 richiede uno storico che parte ora.
Qui si sceglie lo strumento di gestione per la stagione che inizia. Chi affronta il 2026 con strumenti diversi che non si parlano (registratore di cassa, foglio Excel, app prenotazioni, software fatturazione) si troverà nel 2027 a riconciliare archivi separati. Chi parte da un gestionale unico come Lidomatic, che tiene insieme cabine, prenotazioni, incassi, pre-pagamento online e personale, arriva alla gara con i dati già nel formato richiesto.
3-9 mesi (autunno 2026 → estate 2027): documentare i criteri
L’estate 2026 produrrà la prima stagione interamente tracciata. L’autunno è il momento di trasformarla in evidenza. Generare report stagionali per fatturato, presenze e personale. Mappare ciascuna delle undici lettere dell’art. 4 c. 6 della L. 118/2022 (testo L. 166/2024) sui dati che hai. Iniziare a redigere la prima bozza di PEF di partecipazione.
Alla fine della fase, ogni criterio del bando dovrebbe avere il suo dato sul tavolo. Per la qualità del servizio: tasso di occupazione cabine, tempo medio di permanenza, numero di prenotazioni online, eventuali reclami archiviati. Per l’accessibilità: percentuale di lettini accessibili prenotati nella stagione, evidenza delle dotazioni installate. Per i servizi alle famiglie: ricorrenza degli abbonamenti familiari, fascia d’età dei bambini ricorrenti, eventuali servizi dedicati (animazione, baby parking).
9-15 mesi (autunno 2027 → vigilia gara): il dossier di gara
L’ultimo trimestre prima della gara è dedicato alla compilazione formale del dossier. A questo punto i dati esistono già, si tratta di confezionarli secondo le richieste del bando comunale specifico, pulire le ultime incongruenze (qualche fattura cartacea ancora non digitalizzata, una stagione 2024 da consolidare) e arrivare in commissione con un dossier che dice una sola cosa: “ho una storia, e la posso provare”.
Chi arriva al 30 settembre 2027 senza un sistema unico e con archivi sparsi tra cassa, agendina e app diverse non avrà il tempo per recuperare. Il dossier si compila adesso, non a luglio 2027.
Da dove iniziare
Per chi legge oggi, due risorse pratiche. La checklist operativa Pronti al 2027 (in arrivo) riepilogherà in formato sintetico cosa preparare nei prossimi sedici mesi. Per capire come arrivare al bando con uno storico già strutturato si può parlare con il team Lidomatic: si parte dalle cabine, si arriva al PEF.
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Domande frequenti
Quando scadono le concessioni balneari?
Le concessioni demaniali marittime in essere scadono entro il 30 settembre 2027. Il termine è fissato dal DL 11 marzo 2026 n. 32, in vigore dal 12 marzo 2026 (Gazzetta Ufficiale n. 58). Entro quella data ogni Comune costiero deve aver concluso le procedure di evidenza pubblica per la nuova assegnazione. Le procedure devono essere avviate entro giugno 2027.
Esiste già un bando tipo nazionale unico?
Sì, è in elaborazione. Il DL 32/2026 art. 8 impone al MIT di sottoporre alla Conferenza unificata uno schema di bando tipo entro 30 giorni dall'entrata in vigore del decreto. Al 22 maggio 2026 il testo definitivo non è ancora stato pubblicato in versione ufficiale, ma la bozza diffusa dal MIT alla stampa specializzata prevede una ripartizione 90% tecnico e 10% economico.
I bandi assegnano punti alla digitalizzazione gestionale?
No. Nessun riferimento normativo italiano assegna oggi un punteggio esplicito a 'software gestionale', 'prenotazione online' o 'fatturazione automatica' nei bandi per concessioni demaniali marittime. I criteri ufficiali sono fissati dall'art. 4 comma 6 della Legge 118/2022, come riscritto dal DL 131/2024 convertito nella Legge 166/2024 (Gazzetta Ufficiale n. 267 del 14 novembre 2024): undici voci (lettere a-m) che vanno dall'importo offerto alla qualità del servizio, dalla qualità degli impianti ai servizi integrati culturali, dalla diversificazione dell'offerta turistico-ricreativa (con servizi per famiglie, animali e persone con disabilità) agli obiettivi di politica sociale e ambientale, dall'occupazione under 36 all'esperienza tecnica dell'offerente, fino al numero di concessioni già detenute e al riassorbimento dei lavoratori del concessionario uscente. Le parole 'innovazione tecnologica', 'digitalizzazione dei servizi turistici' e 'interoperabilità con le piattaforme pubbliche', che circolano spesso negli articoli divulgativi e nei riassunti generati automaticamente, non compaiono nel testo della legge. Sui dieci atti comunali verificati al 23 maggio 2026 (Pietra Ligure, Sabaudia, Rimini, Montesilvano, Taggia, Roma Capitale Ostia, Reggio Calabria, Cervia, Albenga, Riccione) nessuno cita la digitalizzazione gestionale come criterio premiale con punteggio esplicito. L'unico riferimento digitale rilevato è la 'copertura wi-fi' a Rimini, ma come sub-elemento della voce 'qualità del servizio', non come criterio autonomo. Il gestionale serve a documentare i criteri che il bando già valuta (presenze, fatturato, accessibilità, contratti del personale) non a 'fare punti' in sé.
Come si calcola l'indennizzo per il concessionario uscente?
L'indennizzo è una delle voci del punteggio economico del bando tipo: secondo la bozza MIT vale il 30% del 10% economico della gara. È il rialzo che il nuovo entrante propone sull'indennizzo dovuto al concessionario uscente. La sentenza del Consiglio di Stato n. 8024/2025, confermata da ordinanza 3862/2025 e sentenza 1324/2026, ha stabilito che la mancanza di previsione di indennizzo nei bandi non è motivo di illegittimità delle procedure: l'indennizzo è previsto ma non garantito automaticamente, e la sua determinazione dipende dalla documentazione storica dell'attività uscente, ossia fatturato, investimenti, presenze.
Sono ancora possibili le proroghe automatiche?
No. La Cassazione a Sezioni Unite, sentenza n. 14568 del 19 maggio 2026, ha dichiarato inammissibili i ricorsi contro la sentenza Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 17/2021 e ha confermato definitivamente lo stop alle proroghe automatiche. Il TAR Abruzzo Pescara, sentenza n. 217 del 27 aprile 2026, ha annullato le delibere del Comune di Vasto che prorogavano automaticamente le concessioni, obbligando il Comune a indire immediatamente procedure di evidenza pubblica.
Cosa serve preparare oggi se la mia concessione scade nel 2027?
Quattro categorie di dati storici, da cui il PEF di partecipazione al bando trae credibilità: (1) storico fatturato e incassi pluriennale per linea di ricavo; (2) presenze e dati di utilizzo per giornata, mese e stagione, con dettaglio per cabina e ombrellone; (3) gestione del personale, ore lavorate, contratti, evidenza assunzioni under 36; (4) servizi documentati nei criteri reali della L. 118/2022 art. 4, ossia accessibilità, off-season, servizi alle famiglie. Un gestionale serio produce questi dati come effetto della normale operatività, senza richiedere lavoro extra in vista del bando.